Secondo uno studio pubblicato su PLOS Climate, le regioni vinicole europee hanno registrato gli aumenti più estremi nei parametri di riscaldamento, con cambiamenti nella maturazione dell'uva tali da influenzare le caratteristiche del vino e l'identità produttiva regionale.
Le regioni vinicole europee sono quelle che hanno subito i cambiamenti climatici più significativi tra le aree vitivinicole mondiali, al punto da registrare mutazioni nella fenologia delle uve e nello stile dei vini. Lo sostiene un nuovo studio, pubblicato su PLOS Climate, condotto da un panel di scienziati guidato da Elizabeth Wolkovich, che ha analizzato l'esposizione climatica in 749 vigneti distribuiti a livello globale, utilizzando oltre 500 regioni vitivinicole uniche.
La ricerca si è basata su dieci parametri climatici rilevanti per la viticoltura, tra cui le temperature minime, massime e medie giornaliere durante il germogliamento, la stagione vegetativa e la vendemmia, nonché il numero di giornate calde superiori a 35°C. Wolkovich e il suo team hanno confrontato le condizioni climatiche attuali (1981-2020) con i valori di riferimento preindustriali (1901-1940) per quantificare gli effetti del cambiamento climatico causato dall'uomo sulla viticoltura.
Ne è emerso che le regioni vinicole europee hanno registrato gli aumenti più estremi nei parametri di riscaldamento, in particolare nella frequenza delle giornate calde e nelle temperature massime durante la stagione vegetativa.
VIGNETI EUROPA MERIDIONALE E OCCIDENTALE I PIÙ ESPOSTI
L'Europa meridionale e occidentale ha mostrato i livelli più elevati di esposizione climatica in quasi tutti i parametri. In particolare, il numero di giornate estremamente calde in queste regioni è aumentato di quasi cinque volte rispetto ai livelli preindustriali. Anche la temperatura media durante la stagione di crescita è aumentata di oltre due deviazioni standard nelle principali aree vitivinicole europee.
Lo studio ha rilevato che, sebbene il cambiamento climatico stia avendo un impatto su tutte le regioni vinicole del mondo, la gravità e la natura di tale esposizione differiscono. Ad esempio, le regioni nordamericane hanno generalmente registrato un aumento relativo inferiore delle temperature estreme e delle giornate calde rispetto alle loro controparti europee.
GLI EFFETTI SU FENOLOGIA UVE E STILE DEL VINO
Queste tendenze al riscaldamento globale pongono sfide crescenti per la viticoltura. Le variazioni delle temperature medie e estreme durante la stagione vegetativa possono alterare la fenologia dell'uva, inclusa una maturazione anticipata e variazioni nel periodo di vendemmia, che a loro volta possono influenzare la composizione dell'uva, lo stile del vino e l'identità regionale.
I risultati sottolineano la necessità per i produttori di vino, in particolare in Europa, di valutare e attuare strategie a lungo termine per affrontare i rischi climatici in evoluzione, tra cui la selezione varietale, gli adeguamenti della gestione dei vigneti e i potenziali cambiamenti nelle norme di produzione regionali.
Fonte: VinoNews24
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